Nozioni sulla Displasia dell’anca

La Displasia dell’anca è una patologia a carico dell’articolazione coxofemorale. Descritta da Henricson, Norberg e Olsson nel 1966 come: “Un grado variabile di lassità articolare dell’anca che permette la sublussazione nei primi mesi di vita, favorendo in vari gradi la poca profondità dell’acetabolo e appiattimento della testa del femore, per causare inevitabilmente osteartrite”.  Nelle forme più gravi vi è un’ importante sublussazione a carico della testa del femore, il collo e l’acetabolo risultano degenerati singolarmente o complessivamente insieme alle cartilagini articolari. Tutto ciò può provocare evidente zoppia dell’arto posteriore interessato. Nella displasia dell’anca la componente genetica è sicuramente la causa principale ma è una malattia polifattoriale ad andamento recessivo influenzata inoltre da condizioni ambientali, alimentari e sportive. La malattia si presenta sin dai primi mesi di vita del cucciolo con sintomatologia diversa da soggetto a soggetto specialmente dopo eccessivi sforzi prolungati o al mattino al risveglio. Essendo una malattia recessiva potrebbe non essere manifesta nei genitori che potrebbero essere entrambi esenti (Hd:A) ma essere presente nei figli. Al momento l’unico strumento utile per la diagnosi della displasia dell’anca (visto l’ esistenza di un Test Genetico eseguito dai laboratori Idexx che, essendo uscito da pochissimo, ancora non ha dato prova sul campo della sua efficacia, e la mancanza in Italia di Progeny Test e PennHip) è l’esame radiografico che per avere la sua ufficialità può essere effettuato dal 12° mese d’età. Ci sono vari modi di rilevazione per la valutazione della displasia dell’anca. I quattro metodi conosciuti sono: OFA, FCI, Willis, PennHip. Partiamo dal PennHip che è un metodo di indagine sconosciuto in Italia che ha un solo parametro: l’indice di distrazione come metodo per predire l’insorgenza della diplasia dell’anca e l’esame è composto da 3 immagini effettuate in 3 diverse posizioni. Ad oggi il PennHip è, a detta di molti, lo strumento più efficace per verificare l’insorgenza della diplasia dell’anca. L’OFA (usato principalemente in America) è un metodo di valutazione basato su criteri soggettivi senza nessun tipo di misurazione. Il metodo Willis (usato principalmente in Gran Bretagna da BVA) è un metodo quantitativo, dove il complesso articolare è suddiviso in 9 parametri e in ciascuno di essi può essere applicato uno score che va da 0 a 6 punti (tranne il parametro 7 dove massimo si possono prendere 5 punti. Ogni anca potrà avere un punteggio che va da 0 a 53 punti per un totale di 106. Sia nel Willis che nel metodo FCI, un parametro fondamentale dello studio radiografico è la misurazione dell’angolo di Norberg che potrà andare da un minimo di 55° ad un massimo di 115°. Un soggetto non displasico dovrà avere un angolo superiore o pari a 105°. Il metodo FCI, ufficialmente riconosciuto nel nostro paese tiene conto di aspetti fisiologici e fisici suddividendo i vari gradi di displasia in 5 classi riassunte e specificate in fondo a questa pagina. Comparare i vari metodi di lettura raggruppandoli in tabelle è per me un assurdità. Premesso ciò, le radiografie devono essere effettuate nel nostro paese, per avere valenza ufficiale,  secondo il metodo FCI, da un veterinario riconosciuto dalle le 2 centrali di lettura ufficiali italiane che sono CE.LE.MA.SCHE e FSA. La radiografia, deve essere eseguita in anestesia generale (a differenza dell’OFA dove potrebbe anche non essere sedato il cane) per il corretto posizionamento e per il completo rilassamento muscolare  del soggetto. A tal proposito, volevo precisare, che l’abilità del veterinario, la strumentazione, la sedazione giocano tutti un ruolo determinante nel risultato finale. Dall’indagine radiografica si valuterà la congruenza o meno della testa del femore con l’acetabolo, l’eventuale presenza o no di sublussazione e si misurerà l’angolo acetabolare secondo Norberg.

La displasia dell'anca

Esempio di misurazione dell’ angolo di Norberg (105°-105°) metodo FCI di Point Break Hd: A

La classificazione secondo FCI per i controlli radiografici della displasia dell’anca comprende 5 gradi che sono:

Grado A: nessun segno di displasia dell’anca (HD 0 / HD -). La testa del femore e l’acetabolo sono congruenti. Il bordo craniolaterale appare netto e leggermente arrotondato. Lo spazio articolare risulta netto ed uniforme. L’angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 105° o superiore. Quando inoltre il bordo craniolaterale circonda leggermente la testa del femore in direzione laterocaudale, la conformazione articolare viene definita “eccellente” (A1).

Grado B: articolazione dell’anca quasi normale (HD 1 / HD +/-). La testa del femore e l’acetabolo appaiono leggermente incongruenti e l’angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 105° oppure il centro della testa del femore si trova medialmente al bordo acetabolare dorsale con congruità della testa del femore e dell’acetabolo.

Grado C: leggera displasia dell’anca (HD 2 / HD +). La testa del femore e l’acetabolo appaiono incongruenti, l’angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 100° e/o il bordo cranio laterale risulta appiattito. Possono essere presenti irregolarità o segni minori di modificazioni osteoartrosiche a carico del margine acetabolare craniale, caudale o dorsale o della testa e del collo del femore.

Grado D: media displasia dell’anca (HD 3 / HD ++). Incongruità evidente tra la testa del femore e l’acetabolo con sublussazione. L’angolo acetabolare secondo Norberg è superiore a 90°. Saranno presenti un appiattimento del bordo craniolaterale e/o segni di osteoartrosi. NON AMMESSI ALLA RIPRODUZIONE.

Grado E: grave displasia dell’anca (HD 4 / HD +++). Sono presenti modificazioni marcate di tipo displastico delle anche, come lussazione o sublussazione distinta, un angolo acetabolare secondo Norberg inferiore a 90°, un evidente appiattimento del marg ine acetabolare craniale e deformazione della testa del femore (a forma di fungo o appiattita) o la presenza di altri segni di osteoartrosi. NON AMMESSI ALLA RIPRODUZIONE.

Alla fine dell’indagine ufficiale si avrà, dopo un periodo di tempo, il risultato ufficiale della lettura da parte della centrale che certificherà il risultato sia sul pedigree che con apposito documento ufficiale.

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