Nozioni sulla Displasia del gomito

Con l’espressione displasia del gomito si designa un gruppo di patologie riguardanti uno sviluppo anomalo dell’articolazione omero-radio-ulna del Labrador.  Nonostante i primi casi già alla fine degli anni ’50, si è iniziato a parlare di Displasia del gomito (ED) intorno al 1989 con la nascita dell’ IEWG (International Elbow Working Group). Lo sviluppo anomalo dell’area articolare determina una crescita non sincronizzata, con mancata congruenza tra le parti. Questo comporta uno sbilanciamento con relativo trauma, dolore e ossificazione errata e degenerativa. La displasia del gomito, come per quella dell’anca, ha pricipalmente carattere ereditario, quindi genetico, ma è come essa una malattia di tipo polifattoriale ad andamento recessivo influenzata da condizioni ambientali, alimentari e sportive. Dal punto di vista alimentare, il fattore nutrizionale maggiormente sotto accusa è il calcio. Diete eccessivamente arricchite con questo minerale possono infatti interferire con la corretta trasformazione e maturazione delle cartilagini in accrescimento e, di conseguenza, ripercuotersi sulla crescita in lunghezza delle ossa del gomito. L’esercizio fisico esagerato insieme ad eventuali traumi, soprattutto nei primi mesi di vita del cucciolo, sono entrambre una concausa per l’insorgenza di questa patologia. Studi sperimentali condotti da Olsson (1972) su giovani Alani hanno dimostrato che soggetti alimentati con una dieta bilanciata ma assunta in quantità eccessiva, oppure con diete fortemente integrate di calcio (3,3% della sostanza secca), hanno presentato una netta maggior incidenza rispetto a cani alimentati in modo più razionale. Le patologie che riguardano questo tipo di displasia sono 4 e sono:

  • Osteocondrite dissecante del gomito (OCD)
  • Mancata unione del processo anconeo (UAP)
  • Frammentazione del processo coronoideo mediale dell’ulna (FPC)
  • Incongruenza articolare (IA).

Ognuna di queste patologie comporterà a lungo andare un quadro artrosico secondario. Con l’andar del tempo ed il continuo movimento, la conformazione alterata provocherà, infatti, l’usura dei sottili strati di tessuto – le cartilagini – che rivestono e proteggono le facce ossee contrapposte di queste articolazioni. Ed è a causa dell’artrosi che accompagna la displasia che il cane comincierà ad avvertire dolore, ridurrà la sua attività fisica, zoppicherà e faticherà a muoversi.

OCD – L’osteocondrite dissecante del gomito (o anche del comparto mediale del condilo omerale) è una patologia caratterizzata da un processo osteocondrotico che si localizza alla cartilagine articolare della superficie distale e mediale del condilo omerale. Il processo di osteocondrosi provoca un ritardo nell’ossificazione; si ha quindi un ispessimento cartilagineo che può danneggiare gravemente i condrociti (le cellule che formano la cartilagine) fino a farli morire. In questa situazione il lembo cartilagineo danneggiato o morto può staccarsi dall’osso anche in seguito a traumi di lieve entità o solo a causa del carico ponderale. A questo punto l’osso subcondrale risulta esposto e nel tempo è sottoposto a processi di infiammazione e conseguente artrosi.

UAP –  Il processo anconeo è una porzione dell’ulna; la sua funzione primaria è quella di stabilizzare il gomito del cane, in particolar modo in estensione nella fase di appoggio della camminata. La mancata unione del processo anconeo si manifesta con dolenzia e zoppia.

FPC – La frammentazione del processo coronoideo è una patologia che solitamente colpisce i cani di grossa taglia, in particolar modo i soggetti maschi. Molto spesso la lesione è bilaterale e può essere associata a osteocondrosi disseccante del gomito.

IA – L’incongruenza articolare consiste in un allineamento scorretto delle superfici articolari.

Come per la displasia dell’anca l’unico modo per accertare il sopraggiungersi della malattia è di tipo radiografico. E’ importante stare molto attenti nel processo di crescita del cucciolo prestando molta attenzione ad eventuali movimenti anomali dello stesso. L’ufficializzazione delle lastre avviene dopo il 12° mese d’età ed in Italia le due centrali di lettura FCI sono FSA e CE.LE.MA.SCHE.

la displasia del gomito la displasia del gomito

Lastre gomito FSA della nostra Vanilla SkyEd 0

Applicando il metodo FCI per la lettura ufficiale delle lastre si possono ottenere 5 gradi della patologia che sono:

Grado 0: non si riscontrano alterazioni

Grado BL (borderline, di transizione): alterazioni articolari minime

Grado 1: presenza di osteofiti di ampiezza < 2 mm, e/o di sclerosi subtrocleare dell’ulna e/o di incongruenza articolare < 2 mm

Grado 2: presenza di osteofiti di ampiezza da 2 a 5 mm e/o di grave sclerosi subtrocleare dell’ulna e/o di incongruenza articolare > 2 mm; alterazioni del profilo del processo coronoideo mediale senza evidenza di frammentazione od una fusione incompleta del processo anconeo ulnare comportano comunque il grado 2

Grado 3: presenza di osteofiti di ampiezza > 5 mm; l’evidenza di un processo coronoideo mediale frammentato o di una lesione del profilo del condilo omerale mediale da osteocondrite dissecante (OCD) o da erosione (KL), o di una mancata unione del processo anconeo (UAP) comportano comunque il grado 3. Anche i cani sottoposti ad interventi chirurgici per displasia del gomito devono essere classificati come Grado 3 indipendentemente dal grado delle alterazioni articolari presenti, se l’intervento eseguito è dimostrabile radiograficamente

Alla fine dell’indagine ufficiale, si avrà dopo un periodo di tempo, il risultato ufficiale della lettura da parte della centrale che, certificherà il risultato sia sul pedigree che con apposito documento ufficiale.

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